Cura di Ansia, Depressione e Attacchi di Panico a Perugia

I Disturbi Psichici sono condizioni di vita nelle quali le emozioni, gli affetti, i pensieri o certi modi di essere o di comportarsi provocano sofferenza o in chi li sperimenta o in altre persone coinvolte. Non bisogna infatti sottovalutare l’impatto che può avere sulle persone vicine, su di un partner o su un figlio ad esempio, un comportamento anomalo o la sofferenza acuta o persistente di una persona, senza che vi sia una spiegazione plausibile.

La caratteristica di un disturbo psichico è infatti la sua incomprensibilità dall’esterno: nessuno, spesso nemmeno l’interessato, riesce a spiegarsi la ragione ad esempio di un Attacco di Panico, oppure di una Sindrome Depressiva che vengono sperimentati in circostanze ordinarie e persino quando tutto apparentemente va bene. Le cause vere possono rimanere infatti nascoste. Difficoltà banali, futili controversie, dispiaceri comuni o impegni da affrontare possono fare emergere antiche fragilità, spesso problemi risalenti all’infanzia e rimossi, alcune volte fattori predisponenti e innati, i quali ora emergono prepotenti facendosi sentire attraverso il sintomo.

I disturbi psichici sono tra i più vari, ma possono essere per semplicità raggruppati in quattro categorie. Queste corrispondono alle proprietà stesse della mente umana che sono, in ordine di complessità: le emozioni, gli affetti, i pensieri ed infine il modo di essere e di comportarsi. Un disturbo psichico può colpire una o più di queste caratteristiche elementari.

Le emozioni sono sensazioni di allerta improvvise e momentanee come ad esempio la sorpresa, la paura, la rabbia o l’eccitazione, che ci colgono di fronte a un evento inaspettato. Si ricercano le emozioni, nel bene come nel male, quando ad esempio si ha bisogno di rompere la monotonia della vita quotidiana. Chi va a caccia di emozione è infatti perché paradossalmente si annoia. I disturbi della sfera emotiva sono tipicamente i Disturbi di Ansia, nella forma acuta dei cosiddetti Attacchi di Panico, o persistente come l’Ansia Generalizzata. Sono manifestazione ansiose anche le Fobie, dove il sintomo d’ansia viene scatenato da un oggetto specifico o da una situazione, come ad esempio gli spazi chiusi (Claustrofobia), troppo aperti (Agorafobia), o le relazioni (Fobia Sociale). Anche i Disturbi Ossessivo-Compulsivi fanno capo a questa categoria perché qui l’ansia viene tenuta a freno da pensieri controllanti o da rituali.

Mentre le emozioni fanno capo al nostro retaggio rettile, gli affetti sono tipici del mammifero che non depone e abbandona le uova, ma che si lega a un partner per nutrire e allevare i suoi cuccioli. Gli affetti nascono insomma dal bisogno che i nostri piccoli vengano amati per poter sopravvivere e crescere adulti. Gli affetti sono passioni durature e profonde, per il solito mentalmente molto complesse come ad esempio l’amore, l’odio e l’amicizia. È quanto di meglio, o di peggio, sperimentiamo. Il Disturbo Affettivo per antonomasia è la Depressione, quando ci si sente tristi, persino disperati o semplicemente abulici e anedonici, cioè privi di energie mentali o disinteressati alla vita. Un altro disturbo affettivo purtroppo comune è il Disturbo Bipolare, con crolli in depressione alternati a picchi di euforia spesso incontrollata, cioè maniacale. Una persona in stato maniacale può sentirsi invincibile, potente, aggressiva, polemica, loquace e addirittura incontenibilmente felice, ma in realtà si inganna: egli reagisce semplicemente a una depressione latente per qualcosa in lui che non va. A ogni picco euforico segue infatti invariabilmente il crollo.

Il pensiero, intendo il pensiero complesso, rappresenta lo scarto esistente tra l’uomo e le altre specie viventi. È con il pensiero che la Specie Sapiens ha ideato le scienze, le arti, modelli di vita complessi ma anche la società degli idrocarburi e le armi di distruzione di massa. Nessun animale è arrivato a tanto; il pensiero è il nostro dono e la nostra maledizione. Etimologicamente il termine “mente” deriva dal latino “mentire”: la mente “ci mente” quando produce pensieri mendaci, pregiudizi, ideologie e teoremi all’interno dei quali restiamo intrappolati. I Disturbi del Pensiero più comuni sono la Paranoia e la Schizofrenia. La Paranoia, oggi chiamata Disturbo Delirante, si ha quando una convinzione diventa inattaccabile, fanatica, inoppugnabile e integralista, tanto che quel pensiero diventa un vero e proprio delirio. Il pensiero delirante è proprio di una sola persona, o al massimo di una coppia o di un gruppo di individui strettamente legati, come ad esempio una famiglia o una setta, ed è in chiaro contrasto con ciò in cui si crede nel resto della società di appartenenza. I pensieri deliranti possono essere di gelosia, di persecuzione, di grandezza, mistici, riguardanti il corpo od il sesso. La Schizofrenia è un Disturbo del Pensiero ancora più complesso. Si distingue dalla Paranoia perché la sintomatologia delirante è accompagnata da allucinazioni uditive, solitamente da voci che vengono udite benché non ci sia nessuno che parli. Siccome noi facciamo ragionamenti servendoci del linguaggio, è possibile che le voci allucinate siano in qualche modo i pensieri stessi che dalla mente fuoriescono, quando questa si frantuma. Schizofrenia significa infatti “mente scissa”, una condizione terribile ma il più delle volte ai giorni d’oggi curabile, che ha come terzo sintomo, assieme al delirio e alle allucinazioni, anche la dissociazione, cioè la perdita di contatto con la realtà e con se stessi.

Infine esistono disturbi che riguardano il nostro specifico modo di essere e di relazionarci, cioè come ci percepiamo, ci comportiamo e quindi come ci considerano gli altri. Sono questi i Disturbi della personalità e i Disturbi del Comportamento. Essi riguardano la nostra interazione con il sociale. I Disturbi della Personalità sono aspetti del carattere che causano disagio a se stessi o agli altri. Sono i disturbi terapeuticamente più promettenti perché, derivando spessissimo dalle primissime esperienze maturative, con una psicoterapia di tipo analitico se ne può cambiare l’impronta, risolvendo anche gli altri disturbi psichici che da essi derivano. Essi sono il Disturbo Evitante, la cosiddetta timidezza patologica; il Disturbo Dipendente, caratterizzato da bassa autostima e bisogno di appoggiarsi agli altri; il Disturbo Ossessivo di Personalità, con tendenza al controllo e incapacità a lasciarsi andare agli affetti e alle emozioni; il Disturbo Narcisista: persone che appaiono arroganti e presuntuose, ma che in realtà non hanno imparato ad accettarsi; il Disturbo Istrionico, con tendenze all’esibizionismo e alla superficialità; il Disturbo Borderline, con mancanza di equilibrio interiore e ricerca di pratiche e di relazioni esasperate per combattere il senso di vuoto; il Disturbo Antisociale, cioè la tendenza a rifiutare le regole e a servirsi degli altri. Infine abbiamo il Disturbo Paranoide di Personalità, cioè la sospettosità e l’ostilità cronica, il Disturbo Schizoide, ovvero il volontario ritiro sociale e il Disturbo Schizotipico, quando si è soliti apparire stravaganti in maniera incomprensibile e inappropriata.

Concludiamo questo vero e proprio sunto di nosografia, ricordando i principali Disturbi del Comportamento: i Disturbi del Sonno, ad esempio Insonnia o Parasonnie quali gli Incubi o il Sonnambulismo; i Disturbi del Comportamento Alimentare, come l’Anoressia, la Bulimia e il Disturbo dell’Alimentazione Incontrollata; i Disturbi della Condotta, specie in età adolescenziale, come ad esempio il Gioco o le Condotte Autolesive; i Disturbi da Uso di Sostanze e i Disturbi della Sfera Sessuale, come il Disturbo del Desiderio, l’Impotenza Psichica e le Parafilie, o perversioni.

I disturbi psichici sono quindi condizioni cliniche che investono tutto il nostro modo di essere, di sentire e pensare, che hanno un grosso impatto sulla socializzazione e sulla capacità di un individuo di realizzarsi e di mirare a una vita piena e serena. Sebbene possa esistere in certi casi una predisposizione innata verso di essi, moltissime volte i disturbi psichici hanno una origine relazionale, dipendono cioè dal tipo di esperienze umane che si vivono nel presente o che ci hanno formato nell’infanzia. Tutte queste esperienze si fissano in costruzioni mentali, visioni del mondo e pattern di relazione; sicuramente scavano un’impronta nel biochimismo cerebrale fissando dei percorsi sinaptici prestabiliti lungo i quali la nostra mente è condizionata a muoversi. Questo indirizzo mentale può essere però corretto o controllato da una efficace terapia. È importante diagnosticarne lo stato ma non solo, vedere quali sono le possibilità di svincolo e i pregi di quello che, ribadiamo, non è semplicemente un paziente, ma un individuo non solo da curare ma di cui prendersi cura, nella maniera più personale e completa possibile.