Il Re Leone: da grandi poteri, grandi responsabilità

IL RE LEONE (2019) - Il fatto che “da grandi poteri derivino grandi responsabilità” è una lezione che Peter Parker apprende solo dopo aver causato la morte dell’unica figura paterna che avesse mai conosciuto, lo zio Ben. [È per risolvere il suo senso di colpa edipico che infatti diventa l’Uomo Ragno, un supereroe con il volto interamente celato da una maschera, quasi a volersi nascondere per la vergogna. Infatti sarà l’opinione pubblica, il giudizio dei media, a perseguitarlo sempre].

Analogamente l’ingenuo Simba, caduto nella trappola dello zio Scar che vuole usurpare il trono al fratello Mufasa, provoca la morte del padre e poi scappa alla legge del branco. Così come Peter Parker si nasconde dietro una maschera, Simba si nasconde nella filosofia Hakuna Matata. Per vivere “senza pensieri” basta essere dimentichi di se stessi, eludere la responsabilità delle proprie azioni e così il “cerchio della vita”, legame Karmico tra tutti i viventi e tra azioni e reazioni si spezza nella “linea retta della indifferenza”: ciascuno va per la sua strada perché tanto “la vita non ha senso”.

Solo due cose risvegliano Simba dal torpore della sua coscienza: innanzi tutto l’amore di Nala, quindi la saggezza di Rafiki. È a questo punto che Simba, sciogliendo il dilemma “essere o non essere” della ben nota tragedia shakespeariana, scopre realmente chi è, affronta come Amleto lo zio fratricida e accetta il peso della corona.

Sì, perché essere re non vuol dire “fare ciò che ci va” come da cucciolo lui credeva, ma “cercare di dare agli altri ciò di cui hanno bisogno” [è la stessa visione del potere come servizio che si legge nel Vangelo]. L’antitesi è la concezione del potere come dominio, propugnata da Scar, il quale fomenta le iene non per un qualche disegno rivoluzionario marxista, ma perché trova nel sovvertimento dell’ordine naturale e sociale l’unico mezzo per dominare.

Arrivate al potere, le iene poi divorano tutto, perché “la loro pancia non è mai piena”. Sono prive infatti di quella COSCIENZA che si è visto che Simba acquisisce attraverso l’amore e la saggezza.

AMORE e SAGGEZZA: “sono queste le cose di cui un leader dovrebbe essere fatto”, potrebbe arringare un Al Pacino di Scent of Woman, ad esempio ai politici che qui in Italia ci governano. Certo quest’ultima considerazione si discosta dall’analisi di questo film di animazione, ma non posso fare a meno di interrogarmi: anche a condizione che quelli là non abbiano né cuore né discernimento, non hanno comunque figli, costoro, che il “Re Leone” se lo vanno a vedere? Non provano vergogna del loro giudizio, oppure li hanno allevati perché fossero proprio identici a loro?

In compenso devo dire che, nella sala, abbiamo visto ragazzoni belli che fatti protendersi dalle poltrone verso lo schermo, letteralmente assorbiti dal dramma morale di Simba. Io non credo che a loro certi messaggi, anche politici, non siano giunti!

È un film imperdibile, neanche e soprattutto in questo restyling.

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